Articolo: Intervista al dott. Cuna, esperto cultore di tè

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Articolo: Intervista al dott. Cuna, esperto cultore di tè

Messaggioda Luca » mar dic 09, 2014 8:29 pm

Il titolo esperto cultore di tè è un po' singolare, così come il modo in cui l'articolo è scritto ma trovo molti aspetti interessanti.

http://www.wakeupnews.eu/intervista-al- ... re-del-te/

Riporto alcuni passaggi salienti:



Il Dottor Francesco Saverio Robustelli Della Cuna, professore presso il Dipartimento di Scienze del farmaco dell’Università degli Studi di Pavia, specializzato in Farmacologia e Tossicologia e in Farmacia Ospedaliera, ha da sempre manifestato una profonda vocazione verso il culto del tè.

Il tè bianco (ossidazione intorno al 3% ), il tè verde (dal 3 al 5%), il tè oolong a bassa fermentazione (20-50%), il tè oolong ad alta fermentazione (50-70%), il tè nero (fino all’80% di ossidazione) e infine i tè pu’ Erh o postfermentati (ossidazione oltre l’80-90%). Nei tè bianchi, verdi e oolong a bassa fermentazione predominano note di erba, di trifoglio, di foglie fresche e di fiori come il gelsomino, la gardenia, l’orchidea. Mentre nei tè neri, decisamente più ossidati, ritroviamo i classici aromi di frutta matura, di spezie, di tostato, di noce, di nocciola o mandorla.

È vero che non si dovrebbe lasciar bere tè ai bambini?

Che i bambini non possano bere tè non è affatto corretto, a meno che non si tratti di bambini particolarmente sensibili alla caffeina. Generalmente sarebbe comunque opportuno scegliere un tè con ridotto apporto di caffeina. Si tenga presente che normalmente in Giappone la colazione dei bambini prevede il consumo di tè bancha a basso contenuto di caffeina. Per i bambini o in generale per chi è particolarmente sensibile alla caffeina io consiglierei i tè Scented, ossia i tè profumati e non aromatizzati. Ad esempio, esistono i tè profumati al gelsomino, i quali contengono poca caffeina ma allo stesso tempo contengono oli essenziali, polifenoli antiossidanti e la teanina. Un’alternativa è anche il tè con infusione a freddo.

Cosa ha di diverso il tè ottenuto con infusione a freddo?

Solitamente siamo abituati a fare il tè freddo facendolo prima a caldo e lasciandolo raffreddare successivamente a temperatura ambiente o in frigorifero: cosa sbagliatissima. In questo modo aumentiamo col calore la solubilità di molti composti, i quali riprecipitano non appena si lascia raffreddare il tè. Ciò lo si può notare semplicemente osservando il precipitato che si è creato sul fondo della tazza. L’infusione diretta in acqua fredda, invece, rende difficoltosa l’estrazione della caffeina, si ottiene così un tè già parzialmente decaffeinato. Per di più, evitando lo sbalzo termico si riesce altresì a mantenere inalterati gli aromi.

Circolano dei veri e propri miti, false legende legate alle proprietà benefiche e agli effetti collaterali del tè. Vuole smentirne qualcuno?


1. I tè giapponesi non hanno caffeina: falso, tutti i tè hanno caffeina.
2. I tè giapponesi sono più antiossidanti dei tè cinesi: falso, anzi la metodica di coltivazione di molti tè giapponesi tendono a far diminuire il numero di polifenoli presenti nelle foglie.
3. Il Kuckicha, un tè giapponese fatto con i rami, non con le foglie della pianta del tè, non contiene caffeina, perché la caffeina la si trova solo nelle foglie: falso, la biosintesi della caffeina inizia nelle radici della pianta. Ovviamente in tronco, rami e corteccia ritroviamo meno caffeina che nelle foglie, ma ciò non significa che ne siano completamente privi.
4. Il tè bianco ha meno caffeina degli altri: falso, è esattamente il contrario, è quello che ne contiene di più, anche più del tè nero.

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